Cosmologie

Luogo

Spazio 21, Lodi

data

2 Marzo 2024 - 27 Aprile 2024

a cura di

Angela Madesani

Cosmologie greche è il titolo di un libro che ha segnato parte della mia vita liceale, in quella che allora si chiamava “prima classico”, l’attuale terzo anno, la nostra insegnante ha deciso che, oltre al manuale di Storia della filosofia, avremmo letto e studiato questo libro su un tema portante di quella storia. Gli strumenti e le conoscenze di quel mondo erano ovviamente limitati, ma determinante è comprendere quanto il rapporto con ciò che sta attorno a noi sia sempre stato imprescindibile da un punto di vista gnoseologico e ontologico. In questa mostra sono i lavori di quindici artisti con storie diverse tra loro. Per alcuni di loro il tema del cosmo è diretto, per altri è un rimando, per altri ancora è un simbolo per arrivare ad altro. Nell’allestimento della rassegna i lavori non sono stati divisi in gruppi, ma nel testo in catalogo ho cercato di rintracciare una sorta di fil rouge che guidi chi legge in questa riflessione che non cerca certo di offrire risposte, quanto piuttosto di porre nuovi quanto stimolanti quesiti. Per alcuni degli artisti in mostra il cosmo è un vero e proprio punto di partenza sul quale riflettere così per Carlotta Roda, che è appassionata di fotografia astronomica già dagli anni dell’adolescenza e che si dedica a essa con una strumentazione professionale da circa quattro anni. «Nella fotografia astronomica bisogna considerare i limiti dell’occhio umano, che non può percepire la corretta luminosità» . Ognuna delle sue immagini è frutto di una lunga preparazione, una metodologia progettuale che si pone in aperto contrasto con il mordi e fuggi “aprogettuale” delle foto scattate con i cellulari. Si tratta di una ricerca sul tempo, che ha come punto di riferimento l’uomo, che non riuscirà mai a vedere il presente dell’universo. Le immagini in mostra sono la Nebulosa Crescente, che dista da noi 4.700 anni luce e appartiene alla Via Lattea, mentre la seconda propone le galassie di Bode e Sigaro . La porzione fotografabile del tutto in cui siamo immersi come particelle, è assai limitata e quanto ci è dato vedere non esiste più. Le due opere di Roda in mostra sono composte da tre parti ciascuna: microcosmo, macrocosmo, megacosmo. Questa, appena descritta, è la prima parte, collocata nel punto più alto dello spazio. La seconda parte dell’installazione è costituita da immagini di grattacieli di New York, Chicago, Dubai, fotografati di notte, in cui il cielo fa da sfondo , è la dimensione relativa all’uomo e alla sua vita quotidiana. Nel punto più basso dell’installazione è uno specchio convesso, dove lo spettatore è invitato a specchiarsi e a prendere coscienza di sè. Tutto questo porta a dei quesiti di natura esistenziale. Il lavoro sul cosmo è in realtà un’opera sull’uomo, sul nostro limite, sulla nostra pochezza di fronte all’universo. […]

Testo curatoriale di Angela Madesani

Artisti in mostra:

Francesco Carone, Pierpaolo Curti, Francesco Del Conte, Sabine Delafon, Francesco De Molfetta, Elena El Asmar, Serena Fineschi, Satoshi Hirose, Alberto Messina, Concetta Modica, Luca Pancrazzi, Paolo Parma, Carlotta Roda, Eugenia Vanni, Serena Vestrucci.